Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Nell’estremo sud della Puglia, proprio al confine fra la terra e il mare, c’è un piccolo paese il cui nome dice molte cose: Tricase.
Non so come ne venni a conoscenza, forse da qualche depliant sulle case per vacanze.
La casa era a forma di cubo, intonacata di calce bianca, come tutte le case del sud. Però c’era una cameretta per lei, una per lui, oltre a una grande matrimoniale e l’occorrente per cucinare. Una scalinata esterna portava a un enorme terrazzo dove, i volenterosi, potevano prendere il sole.
Come si usciva di lato, un terrazzamento alto un metro, portava a un magnifico e profumato limone; senza contare i magici capperi i cui fiori aperti sono di una bellezza unica.
Un sentiero che serpeggiava fra le rocce e i pini marittimi portava al mare. Ma noi lo si prendeva raramente, preferendogli la strada asfaltata, oltre la quale sporgeva i suoi rami un fico grandissimo e molto dolce.
Non mancava, nel paese, una vineria, con dei cilindri enormi, da cui veniva spillato il nettare fresco rosso o bianco. Senza contare che, quasi di fronte, c’er una magnifica pasticceria, al fresco dell’aria condzionata della quale, il caldo tremolante della strada faceva un bel contrasto; con le dolci calorie che avevamo nel pittino davanti.